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Michelangelo Pistoletto

Autoritratto nei vasi del Terzo Paradiso, 2019, serigrafia su acciaio inox supermirror, 90 × 70 cm

©Foto Massimo Listri

 

Michelangelo Pistoletto (Biella 1933)

Si è formato nello studio del padre Ettore e ha frequentato la scuola grafica diretta da Armando Testa. Nel 1955 ha esposto alcuni autoritratti, ma la prima personale risale al 1960. Nel 1961-1962 ha concepito i Quadri specchianti. Dalla metà degli anni Sessanta è stato tra i protagonisti dell’arte povera. Nel 1975-1976 ha realizzato il primo dei Continenti di tempo. Nel 1978 ha soggiornato a Berlino e nel 1981 ha esposto a New York sculture in poliuretano rigido. Dal 1991 al 2000 ha insegnato all’Accademia di Vienna. Nel 2002 è stato direttore artistico della Biennale internazionale arte giovane Torino e nel 2011 della Biennale di Bordeaux. Nel 2004 ha presentato il Terzo Paradiso, che dal 2007 ha assunto la forma di work in progress multimediale e nel 2014 è stato installato nella sede del Consiglio dell’UE a Bruxelles. Nel 2015 ha realizzato Rebirth nel parco dell’ONU a Ginevra. Ha pubblicato Il terzo paradiso (2010) e Ominiteismo e demopraxia. Manifesto per una rigenerazione della società (2017). Ha esposto al Walker Art Center di Minneapolis nel 1966, a Palazzo Grassi di Venezia nel 1976, alla Nationalgalerie di Berlino nel 1978, al MoMA PS1 di New York nel 1988, alla GNAM di Roma nel 1990, alla GAM di Torino nel 2000, al Philadelphia Museum of Art nel 2010, al MAXXI di Roma nel 2011 e al Louvre di Parigi nel 2013. Ha partecipato a tredici edizioni della Biennale di Venezia e a quattro Documenta di Kassel. Sue opere sono presso MoMA, Neue Nationalgalerie, Uffizi, Tate, GNAM, MAXXI, Reina Sofía, National Museum of Contemporary Art di Seul e Municipal Museum of Art di Toyota. Ha ricevuto il diploma di benemerito della cultura e dell’arte nel 2002, il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia nel 2003, la laurea honoris causa in Scienze politiche dall’Università di Torino nel 2004 e dall’Universidad de las Artes dell’Avana nel 2015, il premio Wolf nel 2007, il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2012, il Praemium Imperiale nel 2013 e il diploma accademico honoris causa dall’Accademia di Brera nel 2016.

Autoritratto nei vasi del Terzo Paradiso è uno dei Quadri specchianti, le opere più note di Pistoletto, grazie alle quali ottenne i primi riconoscimenti internazionali. Realizzati a partire dal 1962, essi costituiscono il punto di arrivo di un’intensa indagine sull’autoritratto compiuta dall’artista nella seconda metà degli anni Cinquanta e al tempo stesso il fondamento della sua successiva ricerca artistica così come della sua riflessione teorica, in un ritorno costante ai Quadri specchianti per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni. Le caratteristiche essenziali dei Quadri specchianti sono: l’inclusione nell’opera dello spettatore e dell’ambiente circostante, che ne fanno «l’autoritratto del mondo»; la congiunzione di opposte polarità (statico/dinamico, superficie/profondità, assoluto/relativo ecc.) a partire dall’interazione tra l’immagine fissa, di natura fotografica, e ciò che avviene nello spazio virtuale generato dalla superficie specchiante; il non essere più un’illusoria finestra aperta sul mondo, come nella concezione di quadro affermatasi con la prospettiva rinascimentale. Il Quadro specchiante offre invece una duplice prospettiva rivolta sia anteriormente sia posteriormente, costituendo un varco attraverso il quale l’ambiente in cui esso è esposto si prolunga nello spazio virtuale dell’opera. La caratteristica di Autoritratto nei vasi del Terzo Paradiso sta nell’immagine fotografica fissa posta sulla superficie specchiante, che contiene a sua volta un’immagine riflessa. Una soluzione, questa, introdotta per la prima volta dall’artista in un Quadro specchiante del 2008, Autoritratto in vaso, che presentava un’immagine dell’artista riflesso sulla superficie di un vaso. Si trattava di un’opera con la quale Pistoletto si ricollegava a una mostra del 1973, intitolata Padre e figlio, nella quale aveva esposto assieme al padre, che aveva realizzato per l’occasione alcune nature morte contenenti vasi sulla cui superficie si rifletteva l’artista stesso nell’atto di dipingere. Qui, invece, l’immagine di Pistoletto si riflette in tre vasi, parte a loro volta di un’opera del 2009, I vasi specchio del Terzo Paradiso, composta da 61 vasi in ceramica al platino disposti a formare il simbolo del Terzo Paradiso, l’opera collettiva e partecipata iniziata dall’artista nel 2003. (Archivio Pistoletto)