﻿{"id":3866,"date":"2023-10-27T15:59:34","date_gmt":"2023-10-27T19:59:34","guid":{"rendered":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/?page_id=3866"},"modified":"2023-11-09T12:14:38","modified_gmt":"2023-11-09T17:14:38","slug":"grazia-varisco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/villa-firenze-contemporanea-il-meglio-dellarte-e-del-design-contemporanei-italiani-a-washington-dc\/grazia-varisco\/","title":{"rendered":"Grazia Varisco"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Mercuriale + 7R diagonale<\/strong><\/em>, 1970, elementi di acciaio e colore rosso, supporto di vetro industriale e cornice in legno, 47 \u00d7 47 cm<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3867 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Varisco-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"853\" srcset=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Varisco-768x1024.jpg 768w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Varisco-225x300.jpg 225w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Varisco.jpg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"d9FyLd\">\u00a9Foto <\/span><\/span>Massimo Listri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Grazia Varisco (Milano 1937)<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 diplomata all\u2019Accademia di belle arti di Brera, allieva di Achille Funi e Guido Ballo. Dal 1960 ha iniziato la ricerca artistica come esponente del gruppo T: ha partecipato alle manifestazioni Miriorama, alle principali mostre di arte programmata e cinetica e al movimento Nouvelle tendance. Dal 1961 ha iniziato anche l\u2019attivit\u00e0 professionale di grafica: per l\u2019Ufficio Sviluppo della Rinascente, per la rivista \u00abAbitare\u00bb, per Kartell e per il Piano intercomunale milanese, a contatto con alcuni tra i maggiori architetti e designer del tempo. Rilevanti per la sua formazione sono stati due prolungati soggiorni negli Stati Uniti, nel 1969 e nel 1973. Dalla met\u00e0 degli anni Sessanta ha continuato la sperimentazione artistica e l\u2019attivit\u00e0 espositiva anche in modo autonomo. Ha partecipato a importanti rassegne nazionali, tra cui la Biennale di Venezia nel 1964 e 1986, la Quadriennale di Roma nel 1965, 1973, 1999 e le mostre al MART di Rovereto nel 2005 e alla GNAM di Roma nel 2005 e nel 2012. Tra le esposizioni internazionali, quelle al Los Angeles County Museum e al Miami Art Museum nel 2004 e alla Schirn Kunsthalle di Francoforte nel 2007. Tra le personali, quella alla Rotonda della Besana con Gianni Colombo nel 2006, al Museo della Permanente nel 2012 e alla Triennale di Milano nel 2017, e la mostra al Palazzo Reale di Milano nel 2021. Dal 1979 si \u00e8 impegnata nell\u2019attivit\u00e0 didattica e dal 1981 al 2007 \u00e8 stata titolare di cattedra all\u2019Accademia di belle arti di Brera. Tra i riconoscimenti: il titolo di Accademico di San Luca e il premio nazionale Presidente della Repubblica per la scultura, ricevuti nel 2007, e il premio Feltrinelli per le arti visive dell\u2019Accademia dei Lincei nel 2018. Le sue opere sono esposte in molti musei, fra cui la GNAM, il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi, il MAMbo di Bologna, il MART, la Collezione MAE alla Farnesina, il Museo del Novecento, la Fondazione Prada e le Gallerie d\u2019Italia a Milano.<\/p>\n<p>In linea con le ricerche cinetico-visuali del Gruppo T (che dichiarava: \u00abVediamo la realt\u00e0 come continuo divenire di fenomeni che noi percepiamo nella variazione\u00bb), l\u2019artista sposa una visione eraclitea della realt\u00e0 come flusso perenne di energia, scegliendo, per rappresentarla, forme espressive non convenzionali. Concentrandosi sulle relazioni spazio-temporali, gioca con l\u2019illusoriet\u00e0 dell\u2019immagine, come in Mercuriale + 7R diagonale, che esprime i concetti di mobilit\u00e0 e trasformazione e sconfessa l\u2019oggettivit\u00e0 della rappresentazione, rivelandosi mutevole nel tempo e observer-dependent. In questo modo, esalta la soggettivit\u00e0 della percezione e rende lo spettatore \u2018coautore\u2019 dell\u2019opera d\u2019arte. Varisco ottiene l\u2019illusoria variazione ottico-cinetica dell\u2019immagine usando vetri industriali a rilievi regolari stampati, a superficie lenticolare, che rifrangono e modificano la percezione dello schema geometrico di borchie in acciaio retrostante in relazione al mutare della posizione dell\u2019osservatore. Se esaminate muovendosi, infatti, le borchie d\u2019acciaio si sottraggono al controllo visivo: sembrano fluidificarsi e scivolare nel quadro, diventando inafferrabili, come gocce di mercurio argentee su una pagina bianca. Deformandosi, fanno rivivere il mito del volatile e metamorfico dio pagano, Mercurio, in questo caso messaggero tra l\u2019artista e il suo pubblico. Da un lato, il movimento dell\u2019osservatore rende ammiccante il riformarsi dell\u2019immagine in modo imprevedibile; dall\u2019altro, l\u2019opera sollecita il coinvolgimento dell\u2019osservatore con stimoli cinetici, che sfruttano le sensibilit\u00e0 percettive, rendendo il quadro emblematico della visione dell\u2019artista. (Renata Cristina Mazzantini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mercuriale + 7R diagonale, 1970, elementi di acciaio e colore rosso, supporto di vetro industriale e cornice in legno, 47 \u00d7 47 cm \u00a9Foto Massimo Listri &nbsp; Grazia Varisco (Milano 1937) Si \u00e8 diplomata all\u2019Accademia di belle arti di Brera, allieva di Achille Funi e Guido Ballo. 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