﻿{"id":3850,"date":"2023-10-27T15:42:29","date_gmt":"2023-10-27T19:42:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/?page_id=3850"},"modified":"2023-11-17T11:34:28","modified_gmt":"2023-11-17T16:34:28","slug":"paolo-scheggi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/villa-firenze-contemporanea-il-meglio-dellarte-e-del-design-contemporanei-italiani-a-washington-dc\/paolo-scheggi\/","title":{"rendered":"Paolo Scheggi"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Intersuperficie curva<\/strong><\/em>, 1970, acrilico bianco su tre tele sovrapposte, 80 \u00d7 80 \u00d7 6,5 cm<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3851 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Scheggi-715x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"917\" srcset=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Scheggi-715x1024.jpg 715w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Scheggi-210x300.jpg 210w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Scheggi-768x1099.jpg 768w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana-Scheggi.jpg 1397w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"d9FyLd\">\u00a9Foto <\/span><\/span>Massimo Listri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paolo Scheggi (Settignano 1940 &#8211; Roma 1971)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo gli studi d\u2019arte a Firenze, segu\u00ec un corso di visual design a Londra e dal 1961, a Milano, condusse una ricerca che s\u2019iscrive nella neoavanguardia spazialista. Fontana, suo mentore, elogi\u00f2 le Intersuperfici formate da tre tele monocrome sovrapposte e solcate da aperture prima irregolari e di forma organica, poi circolari e perfette. Queste opere sono la matrice di un\u2019indagine pluridisciplinare che in dieci anni attravers\u00f2 tutti i linguaggi artistici. Nel 1964 partecip\u00f2 alla Triennale di Milano; l\u2019anno successivo entr\u00f2 nel movimento Nuove tendenze a Zagabria ed espose con i gruppi Zero e Nul. Nel 1966 fu a Parigi, al XXI Salon des r\u00e9alit\u00e9s nouvelles, alla Kunsthalle di Berna, alla Roland Gibson Art Foundation di New York; fu il pi\u00f9 giovane artista italiano invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1967 fu alla Biennale di Parigi e alla Exposition internationale des beaux arts de Montr\u00e9al. Dal 1968 la sua opera incluse la dimensione performativa per analizzare il linguaggio mitico-politico e il rituale collettivo, anticipando il lungo periodo della performance art. Negli ultimi due anni la sua opera si volse in direzione concettuale e Scheggi realizz\u00f2 \u2018ambienti\u2019 neri o bianchi, solcati da caratteri lapidari: la Tomba della geometria e la Piramide della metafisica furono presentate a Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1970, nella mostra Vitalit\u00e0 del negativo nell\u2019arte italiana 1960-70. Tra le retrospettive storiche, quelle alla Galleria d\u2019arte moderna di Bologna nel 1976 e a Palazzo Vecchio di Firenze nel 1983. Fu presente alle biennali veneziane nel 1966, 1972, 1976 e 1986. Le sue opere sono conservate in note collezioni pubbliche: alla Galleria nazionale d\u2019arte moderna e contemporanea di Roma, alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alla Galleria d\u2019arte moderna di Torino, alla Tate Collection di Londra, The Art Museum at SUNY Potsdam di New York, al Museum of Contemporary Art di Zagabria e al Museum f\u00fcr Konkrete Kunst di Ingolstadt. Dal 2013 l\u2019Associazione Paolo Scheggi, fondata dalla vedova dell\u2019artista, Franca Scheggi Dall\u2019Acqua, e da sua figlia Cosima, e curata scientificamente da Ilaria Bignotti, rappresenta l\u2019archivio che conserva, tutela e diffonde l\u2019eredit\u00e0 della sua opera.<\/p>\n<p>\u00abIl bianco \u00e8 luce domata: dinamica della nuova contemplazione\u00bb. Cos\u00ec si esprimeva nel 1966 il poeta brasiliano Murilo Mendes davanti alle opere monocrome bianche di artisti quali Paolo Scheggi e Lucio Fontana, riuniti nella mostra storica Bianco su bianco alla Galleria dell\u2019Obelisco di Roma. Considerato tra i rappresentanti di quell\u2019arte italiana forgiata tra il problema della costruzione dello spazio di origine umanista e il rapporto tra superficie e profondit\u00e0, Scheggi realizza questa Intersuperficie curva nel 1970, un anno prima di lasciare prematuramente la scena dell\u2019arte: l\u2019opera, complice il gioco della stratificazione delle tele, \u00e8 attraversata da numerose aperture circolari perfette di diverse dimensioni, offrendo una dinamica percettiva che attraverso l\u2019esperienza del vedere pone il fruitore in una dimensione contemplativa e metafisica. Il bianco rappresenta per Scheggi un elemento fondamentale nella sua produzione pittorica e anche ambientale, volta a superare in modo radicale la tradizione accademica, proseguendo lungo lo squarcio aperto da Lucio Fontana e capace di condurre, come ha scritto Germano Celant, \u00abun\u2019esperienza estetica del vuoto e del pieno: una disciplina e un esercizio basati sull\u2019equilibrio e sull\u2019armonia delle cose, astratte e concrete\u00bb. (Ilaria Bignotti)<\/p>\n<p><a class=\"\" href=\"http:\/\/www.associazionepaoloscheggi.com\/\" data-focus-mouse=\"false\">Associazione Paolo Scheggi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intersuperficie curva, 1970, acrilico bianco su tre tele sovrapposte, 80 \u00d7 80 \u00d7 6,5 cm \u00a9Foto Massimo Listri &nbsp; Paolo Scheggi (Settignano 1940 &#8211; Roma 1971) Dopo gli studi d\u2019arte a Firenze, segu\u00ec un corso di visual design a Londra e dal 1961, a Milano, condusse una ricerca che s\u2019iscrive nella neoavanguardia spazialista. Fontana, suo [&hellip;]","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":3629,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3850","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3850"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4477,"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3850\/revisions\/4477"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}