﻿{"id":3768,"date":"2023-10-27T14:22:34","date_gmt":"2023-10-27T18:22:34","guid":{"rendered":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/?page_id=3768"},"modified":"2023-10-27T14:28:37","modified_gmt":"2023-10-27T18:28:37","slug":"piero-dorazio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/villa-firenze-contemporanea-il-meglio-dellarte-e-del-design-contemporanei-italiani-a-washington-dc\/piero-dorazio\/","title":{"rendered":"Piero Dorazio"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>La lontananza aperta alla misura<\/strong><\/em>, 1988, olio su tela, 200 \u00d7 420 cm<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3765 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0020-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0020-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0020-300x225.jpg 300w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0020-768x576.jpg 768w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0020.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"d9FyLd\">\u00a9Foto <\/span><\/span>Massimo Listri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Piero Dorazio (Roma 1927 \u2013 Perugia 2005)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo gli studi classici, si iscrisse alla facolt\u00e0 di Architettura di Roma. Nel 1947 fu tra i fondatori di Forma 1. Nello stesso anno, a Parigi con Severini, conobbe Braque, L\u00e9ger e Arp. Nel 1948 espose alla Quadriennale di Roma e organizz\u00f2 la mostra Arte astratta in Italia insieme a Soldati e Sottsass. Nel 1950 con Perilli e Guerrini apr\u00ec la galleria- libreria L\u2019Age d\u2019Or e nel 1951 con Colla e Burri diede vita alla Fondazione Origine. Invitato a Harvard, nel 1953 si trasfer\u00ec a New York. Tornato in Italia, pubblic\u00f2 La fantasia dell\u2019arte nella vita moderna. Partecip\u00f2 alla Biennale di Venezia nel 1956 e nel 1958 e a Documenta di Kassel nel 1959. Nel 1960 torn\u00f2 alla Biennale con una sala personale e si trasfer\u00ec nuovamente negli Stati Uniti, all\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania, dove insegn\u00f2 per un decennio. Negli anni Sessanta espose in importanti collettive, tra cui The responsive eye al MoMA, e alla Biennale di Venezia del 1966. Nel 1968 si stabil\u00ec a Berlino, invitato dall\u2019Accademia tedesca. Negli anni Settanta viaggi\u00f2 in Grecia, Medio Oriente e Africa, trasferendosi nel 1974 a Canonica, in un eremo camaldolese restaurato. Nel 1979 il Mus\u00e9e d\u2019art moderne de la Ville de Paris gli dedic\u00f2 una retrospettiva, poi itinerante negli Stati Uniti. Negli anni Ottanta continu\u00f2 a dipingere e inizi\u00f2 a collaborare con il \u00abCorriere della Sera\u00bb. Nel 1983 la GNAM gli dedic\u00f2 una retrospettiva e nel 1988 l\u2019artista present\u00f2 un\u2019altra sala personale alla Biennale di Venezia. Tra le mostre degli anni Novanta si ricordano quelle al Mus\u00e9e de Grenoble nel 1990, alla Galleria civica di Bologna nel 1991, al Museo civico di Atene nel 1994 e al PAC nel 1988. Nel 1993 diviene membro della Akademie der K\u00fcnste di Berlino e nel 1994-1996 diresse la realizzazione dei mosaici nelle stazioni della metropolitana di Roma, ideandone uno. Nel 2003 l\u2019IVAM di Valencia gli dedic\u00f2 un\u2019ampia retrospettiva. Molti i riconoscimenti: nel 1961 il Kandinsky Prize e il premio della Biennale di Parigi, nel 1986 il premio dell\u2019Accademia di San Luca, nel 1990 il premio Alcide De Gasperi per le arti e le scienze, nel 1997 il premio Michelangelo dall\u2019Accademia dei Virtuosi al Pantheon, nel 2000 il premio Scipione dalla Fondazione Carima di Macerata.<\/p>\n<p>Esposta alla XLIII Biennale di Venezia, quest\u2019opera fu allestita insieme ad altre tredici nella Sala 7 del Padiglione Italia, curato da Giovanni Carandente. Insieme ai quadri furono esposte anche le raccolte di poesie di Giuseppe Ungaretti dal titolo Croazia segreta e La luce. Poesie 1914-1971, illustrate da acqueforti e litografie di Dorazio. Nella sala \u2013 dedicata al centenario della nascita del poeta, intimo amico di Dorazio \u2013 veniva diffusa, a intervalli regolari, la voce del poeta che leggeva la sua poesia Rosso e azzurro. Il titolo dell\u2019opera riprende una strofa della poesia di Ungaretti Sentimento del tempo, pubblicata nella sua seconda raccolta di versi (1933): \u00abE per la luce giusta, \/ Cadendo solo un\u2019ombra viola \/ Sopra il giogo meno alto, \/ La lontananza aperta alla misura, \/ Ogni mio palpito, come usa il cuore, \/ Ma ora l\u2019ascolto, \/ T\u2019affretta, tempo, a pormi sulle labbra \/ Le tue labbra ultime\u00bb. Rappresentativa della variet\u00e0 compositiva e della libert\u00e0 stilistica della pittura di Dorazio degli anni Ottanta, La lontananza aperta alla misura \u00e8, per imponenza e variet\u00e0 del cromatismo, tra le opere pi\u00f9 grandi dipinte dall\u2019artista. Per le sue qualit\u00e0 \u2018musicali\u2019, quest\u2019opera fu affiancata dalla critica alle composizioni del celebre jazzista Charlie Parker, evidenziando ancora una volta la natura sinestetica e spirituale dell\u2019astrattismo di Dorazio. (Valentina Sonzogni \u2013 Archivio Piero Dorazio)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La lontananza aperta alla misura, 1988, olio su tela, 200 \u00d7 420 cm \u00a9Foto Massimo Listri &nbsp; Piero Dorazio (Roma 1927 \u2013 Perugia 2005) Dopo gli studi classici, si iscrisse alla facolt\u00e0 di Architettura di Roma. Nel 1947 fu tra i fondatori di Forma 1. 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