﻿{"id":3752,"date":"2023-10-27T14:09:25","date_gmt":"2023-10-27T18:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/?page_id=3752"},"modified":"2023-10-30T14:31:48","modified_gmt":"2023-10-30T18:31:48","slug":"giorgio-de-chirico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/villa-firenze-contemporanea-il-meglio-dellarte-e-del-design-contemporanei-italiani-a-washington-dc\/giorgio-de-chirico\/","title":{"rendered":"Giorgio de Chirico"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Archeologi<\/strong><\/em>, 1972, tempera su cartone, 60 \u00d7 50<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3754 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0074-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"853\" srcset=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0074-2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0074-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0074-2.jpg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"d9FyLd\">\u00a9Foto <\/span><\/span>Massimo Listri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Archeologi<\/strong><\/em>, 1969, bronzo dorato, 42 \u00d7 23,5 \u00d7 31 cm<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3756 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0012-1-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"853\" srcset=\"https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0012-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0012-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/ambwashingtondc.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Villa-Firenze-Washington-Ambasciata-Italiana0012-1.jpg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"d9FyLd\">\u00a9Foto <\/span><\/span>Massimo Listri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giorgio de Chirico (Volo 1888 &#8211; Roma 1978)<\/strong><\/p>\n<p>Frequent\u00f2 il Politecnico di Atene e nel 1906 si trasfer\u00ec a Monaco, dove studi\u00f2 all\u2019Accademia di belle arti. Nel marzo del 1910, dopo un breve soggiorno a Milano, si trasfer\u00ec a Firenze. In piazza Santa Croce ebbe le prime rivelazioni metafisiche e realizz\u00f2 i dipinti L\u2019\u00e9nigme d\u2019un apr\u00e8s-midi d\u2019automne, L\u2019\u00e9nigme de l\u2019oracle e L\u2019\u00e9nigme de l\u2019heure. Nel luglio del 1911 raggiunse a Parigi il fratello Alberto (in arte Savinio). Qui svilupp\u00f2 il tema delle piazze d\u2019Italia, ispirato dall\u2019architettura torinese e dagli insegnamenti della filosofia nietzschiana. Nel marzo 1913 espose al Salon des Ind\u00e9pendants, dove venne notato da Picasso e Apollinaire. Con quest\u2019ultimo instaur\u00f2 una collaborazione e una duratura amicizia. Nel 1914 conobbe il suo primo mercante, Paul Guillaume. Nel 1915 inizi\u00f2 il ciclo di opere caratterizzato dai manichini, e nel giugno dello stesso anno si present\u00f2 alle autorit\u00e0 militari di Firenze e fu inviato a Ferrara, dove dipinse i primi interni metafisici. Nel 1917-1918 realizz\u00f2 le sue opere pi\u00f9 note: Il grande metafisico, Ettore e Andromaca, Il trovatore e Le muse inquietanti. Si trasfer\u00ec a Roma nel gennaio 1919 e poco dopo tenne la prima personale alla Casa d\u2019arte Bragaglia. Nei musei riscopr\u00ec la produzione dei grandi artisti e inizi\u00f2 a fare copie delle opere dei maestri italiani del Rinascimento, tra cui Raffaello e Michelangelo. Alla fine del 1925 si stabil\u00ec nuovamente a Parigi. Nel 1929 pubblic\u00f2 Hebdomeros, le peintre et son g\u00e9nie chez l\u2019\u00e9crivain, che riscosse uno straordinario successo. Seguirono l\u2019illustrazione dei Calligrammi di Apollinaire e l\u2019enigmatica serie dei Bagni misteriosi. Part\u00ec per New York nel 1936 e torn\u00f2 in Italia nel 1938. Negli anni Quaranta inizi\u00f2 il suo cosiddetto \u2018periodo barocco\u2019, ispirato dai grandi maestri, tra cui Rubens. Lavor\u00f2 a una serie di sculture in terracotta e, nel 1941, illustr\u00f2 l\u2019Apocalisse di san Giovanni. Nel 1946 spos\u00f2 in seconde nozze Isabella Pakszwer, che gli rest\u00f2 accanto fino alla morte. A partire dalla fine degli anni Sessanta riprese i soggetti metafisici per trasporli in contesti gioiosi e pieni di colore: nasceva la Neometafisica. Le sue spoglie riposano nella chiesa di San Francesco a Ripa a Roma.<\/p>\n<p>Gli archeologi, ideati da Giorgio de Chirico negli anni Venti, derivano da una declinazione del Manichino, che divent\u00f2 un topos dell\u2019arte metafisica. L\u2019artista riusc\u00ec a realizzare un\u2019immagine onirica, che sollecita il ricordo di un mondo archeologico e mitologico attraverso \u00abil senso misterioso del sogno\u00bb (Castelfranco). La figura degli archeologi, composta da un capo senza volto e da un addome pieno di antichi reperti, compendia i simboli del vaticinatore e del veggente, di colui che riesce a vedere \u2018oltre\u2019 perch\u00e9 dotato da Mnemosine, la madre delle Muse, di voce profetica e vista superiore, cos\u00ec come Omero, cieco, riusc\u00ec a cantare le gesta dell\u2019epica greca nell\u2019Iliade e nell\u2019Odissea. Il busto contiene un affastellamento di rovine, richiamo dell\u2019antica civilt\u00e0, ed elementi della natura come chiome di alberi e onde marine. Gli archeologi sono i depositari della memoria, hanno il compito di portare alla luce le tracce di un passato lontano e di farlo rivivere nel presente; allo stesso modo la conoscenza dell\u2019antico permette loro di leggere e interpretare con sguardo nuovo l\u2019attualit\u00e0, contribuendo alla sua comprensione. \u00c8 il moto circolare nietzschiano, in cui passato e futuro vivono nella simultaneit\u00e0 del presente. La scelta di rappresentare queste figure antiche dal busto alto e le gambe corte, abbigliate con pepli e comodamente sedute in conversazione, deriva dalla riflessione dell\u2019artista sul senso di maestosit\u00e0 delle sculture gotiche, che contribuisce ad amplificare l\u2019aspetto lirico e poetico dei personaggi e ad accentuare nell\u2019osservatore il senso di alienazione e spaesamento gi\u00e0 sollecitato, al primo sguardo, dalla collocazione delle figure in un ambiente chiuso, costruito su una prospettiva accelerata. In questa versione del 1972, anche il colore aiuta alla comprensione dell\u2019enigma, della traslazione dal passato al presente, in un\u2019evoluzione che, dallo spessore del bianco e nero, si trasforma nel leggero e tenue pallido rosa dell\u2019attualit\u00e0. (Simonetta Antellini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Archeologi, 1972, tempera su cartone, 60 \u00d7 50 \u00a9Foto Massimo Listri &nbsp; Archeologi, 1969, bronzo dorato, 42 \u00d7 23,5 \u00d7 31 cm \u00a9Foto Massimo Listri &nbsp; Giorgio de Chirico (Volo 1888 &#8211; Roma 1978) Frequent\u00f2 il Politecnico di Atene e nel 1906 si trasfer\u00ec a Monaco, dove studi\u00f2 all\u2019Accademia di belle arti. 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